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Home staging: perché mai più senza

Home staging: perché mai più senza

13 febbraio 2017 in Mercato immobiliare

Hai deciso di vendere casa, ma l’hai mai guardata con occhio oggettivo?

Qui è dove ti spiego nel dettaglio perché è importante che prima di mettere in vendita un immobile, tu ti faccia le giuste domande.

Spesso infatti l’abitudine e la pigrizia tendono il più pericoloso dei tranelli.

Parlo dell’abitudine a guardare le cose dalla nostra prospettiva, senza chiederci cosa potrebbe essere realmente utile o interessante per l’altro, così come della tendenza a rimandare piccoli fondamentali lavori come l’imbiancatura, il riordinare un angolo della casa, il fare spazio abbandonando oggetti che non servono più al nostro quotidiano.

Il fatto è, che se hai deciso di vendere è arrivato il momento di agire, di prendere in mano le chiavi della tua casa e di destinarle una serie di piccole attenzioni che possono concretamente fare la differenza e determinare una importante decisione di acquisto.

Tutto quello che devi fare, è cambiare punto di vista e immaginare di essere tu il potenziale cliente della tua stessa casa.

Cosa ti piacerebbe? Quale piccolo particolare potrebbe rapirti il cuore?

Parlo di attenzione, cura per il dettaglio, rifiniture che esprimono amorevolezza e che rendono una casa calda, ospitale, capace di affascinarti e di legarti a sé come una sirena tentatrice.

Tutto questo ha un nome (è una vera e propria disciplina in realtà che si è diffusa negli Stati Uniti negli anni ’80) e si chiama Home staging, una attività che si compone di tanti dettagli e che trasforma la tua casa in un vero palcoscenico (in inglese stage appunto) affinché in scena vada proprio la potenziale qualità di vita che il tuo acquirente potrebbe guadagnare decidendo di comprare la tua casa.

Ti sembra una follia? Tutt’altro: è una pratica efficace (gli americani, si sa, brillano per pragmaticità) che nel concreto non solo aiuta a vendere a un ottimo prezzo la tua casa ma lo fa riducendo  e di molto i tempi di attesa.

Ti faccio un esempio pratico.

Alcune volte mi capita di entrare in case disabitate, magari ereditate e non più utilizzate, piene di roba vecchia, brutta e rotta ammucchiata qua e là, che finisce con il conferire all’immobile un’aura di tristezza e di trascuratezza che certamente non invita all’acquisto.

In questi casi la scelta da operare è drastica ma efficace: quello che devi fare è imparare a buttare via il superfluo, quello che non ti serve e che aggiunge solo pesantezza e grigiore alla casa.

Ti è richiesta in pratica una capacità che anche nel quotidiano è auspicabile allenare: quella di lasciare andare, di abbracciare la leggerezza, di liberarti di ciò che non ti è utile e di aprirti a quello che verrà.

Bastano piccoli accorgimenti, con una minima spesa puoi far sembrare diversa la tua casa.
Se è una casa per le vacanze e decidi di venderla, non coprire i letti e i divani con teli anonimi e brutti, sistemala come se fosse una casa abitata, al massimo quando ritornerai dovrai sciacquare le coperte e i teli che normalmente usi, ma così sarà accogliente.

 

Quando entri in una casa, assorbi tutto quello che hai davanti, come una spugna asciutta assorbe l’acqua.

Apartment Terapy

Il tuo futuro acquirente entrando deve sentirsi a suo agio, accolto quasi come in un abbraccio. Non vorresti forse che la stessa cosa accadesse a te se tu decidessi di investire una importante somma di denaro in un progetto di vita?

Sto parlando di emozioni, il vero motore del mondo.

Se la tua casa sarà capace di regalarne a chi entra,  rimarrà impressa, sprigionerà un potere attrattivo che va ben oltre alla sua cubatura, al numero dei vani e alla presenza di garage.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno, sono emozioni, sogni, sensazioni che ci facciano sentire vivi.

Solo in un secondo momento, entrano in gioco fattori pratico razionali ma ricorda che la decisione di acquisto non è legata all’emisfero sinistro del nostro cervello bensì al destro, quello capace di immaginare e di emozionare.

Sì, te lo rivelo: si compra con la “pancia” e non a caso il marketing emozionale è un filone in rapida ascesa.

 

Quello che vedi entra dentro di te e ti condiziona. Ne risulta quindi che una casa può farti sentire turbato e a disagio, oppure a tuo agio e ben accolto. Può farti sentire piccolo o grande. Può ispirare o confondere. Le case sono potenti. Apartment Terapy

Tutto questo è importante anche per avere delle fotografie d’impatto, emozionali (ma di questo ti parlerò più diffusamente in un altro post, promesso).

Quindi, si diceva, vuoi vendere la tua casa?

La prima domanda da porti è: tu la compreresti? E se no, quali piccoli accorgimenti potresti aggiungere per arrivare a una risposta affermativa?

Spesso ci è utile uno sguardo esterno, non effettivamente legato all’immobile e per questo più capace di guardare con obiettività la casa: anche per questo mi propongo per un consulenza dettagliata che fa parte integrante della mia proposta.

Se vuoi saperne di più, contattami per un appuntamento conoscitivo, nel quale possiamo definire meglio tutti questi aspetti 🙂

 

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